LA LEADERSHIP VIEN LEGGENDO


Si è sempre sostenuto che i libri fossero ponti che uniscono, creando legami. In realtà, i libri sono molto di più. Perché i libri, oltre ai ponti, pare abbiano anche il potere di forgiare dei veri e propri leader.

Leggere, infatti, oltre a ridurre lo stress, abbassando, fino al 68%, il livello di cortisolo nel sangue, rilassando mente e corpo, è un’attività capace di temprare e affinare la personalità di chi legge.

Questo perché, all’interno delle pagine di un libro, le righe di una storia incoraggiano il lettore all’introspezione rispetto alla propria personalità e ai propri comportamenti agiti. Così come incoraggiano il “modellamento” (ovvero l'imitazione) nei confronti di coloro che ammiriamo e a cui vorremmo somigliare. Implementando, e non di poco, l’empatia di chi legge. E migliorando, attraverso lo specchio riflesso di altre storie, la capacità di relazionarsi con gli altri.

Non è tutto, però. Perché leggere migliora anche le capacità decisionali, oltre a memoria, concentrazione e capacità di elaborare le informazioni, aumentando la quantità del sapere, oltre che la qualità.

È soprattutto la narrativa, riferisce Oatley, docente canadese di psicologia cognitiva, quella che, aiutando a comprendere meglio i personaggi dall’interno del loro vissuto, sa affinare e trasformare, attraverso questo silenzioso processo alchemico, la nostra capacità di capire gli altri.

Ecco perché leggere altro non è che un lungo viaggio immobile all’interno di noi stessi e del mondo emozionale dell’altro.

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